Cosa spinge una donna a ricercare partner sbagliati?

Quando abbiamo a che fare con un’amica innamorata di un uomo poco sensibile, maltrattante o comunque incapace di amore, spesso non ce ne capacitiamo perchè sappiamo che da uomini di un certo tipo bisognerebbe stare alla larga.

In realtà, come sappiamo, noi tutti siamo il frutto del nostro passato e delle esperienze vissute nell'infanzia.

Ciò che spinge una donna ad ingaggiarsi in rapporti dannosi è un’incapacità di riconoscere la realtà per quella che è e questo può accadere perché, tempo addietro, è stato messo in atto il meccanismo di difesa della NEGAZIONE che, con il tempo, è diventato un meccanismo inconscio e automatico.

Una bambina che non viene considerata dal proprio padre, non può accettare la realtà per quella che è perché questo la metterebbe in contatto con emozioni eccessivamente dolorose quali la colpa, la rabbia e la vergogna per cui, l’unico modo per sopravvivere a dinamiche interiori così spiacevoli, è quello di ignorare la realtà costruendo un’immagine idealizzata della propria figura di accudimento. La bambina quindi comincerà a pensare che se il padre non la considera è perché è impegnato a lavorare per rendere lei e la sua mamma il più felici possibile. A questo punto le emozioni negative verranno sostituite da emozioni più accettabili quali la tenerezza e la compassione. Crescendo, la negazione della realtà diventerà un meccanismo automatico che impedirà alla bambina, divenuta ormai una donna, di avere una percezione oggettiva della realtà e quando il proprio uomo la maltratterà , la tradirà o le mancherà di rispetto, metterà in atto questa difesa che le permetterà di ignorare verità che sarebbe doloroso prendere in considerazione ed eviterà di affrontare comportamenti che sono in contrasto con l’immagine idealizzata che ha bisogno di avere del suo rapporto con il partner.

Inoltre noi tutti tendiamo a seguire schemi a noi familiari per cui se siamo state poco considerate da bambine tenderemo a ricercare in età adulta un partner che assomigli alla nostra figura maschile primaria di riferimento. Questo per due motivi, in primis perché la modalità con cui siamo state amate da bambine è l’unica che conosciamo e le strade che abbiamo già percorso sono quelle che ci fanno sentire più al sicuro, in secondo luogo perché speriamo di riparare qualcosa che non siamo riuscite ad aggiustare da piccole, un po’ come dire “se non sono riuscita a farmi amare da piccola, questa volta ci riuscirò, ora posso modificare quello che non ho potuto e non ho saputo cambiare in passato”. In questo modo ci si illude di poter controllare situazioni e sentimenti su cui in passato non si poteva agire attivamente ma che si potevano solo subire ed è questo pensiero inconscio che porta a reiterare modalità disfunzionali di interazione e a concepire l’amore in maniera dannosa e nient’affatto costruttiva.

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