Riflessioni sulla docuserie “Io sono notizia” di Fabrizio Corona
- stellasemproni
- 4 giorni fa
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In questi giorni sto guardando la serie su Fabrizio Corona e, tra le varie nefandezze di cui si rende protagonista da quando è sulla scena, c’è un particolare aspetto della sua personalità che mi ha colpito più di altri e ha suscitato in me alcune riflessioni; Fabrizio Corona è una persona estremamente intelligente, furba e strategica ma totalmente priva di morale e ,quando non si ha morale , si riesce a costruire una vita alla cui base può sembrare ci sia più intelligenza di quella che si ha realmente.
In effetti, se ci pensiamo bene, l’intelligenza risiede anche nella capacità di arrivare dove si vuole tenendo conto di tutta una serie di “ostacoli” affettivi, etici e morali che rallentano il percorso lineare e diretto che che porterebbe al raggiungimento dell’obiettivo auspicato. Se io voglio fare tanti soldi , oltre ad avere la giusta idea per poterli fare, devo tenere conto di quello che posso e non posso fare per ottenerli. Se dentro di me non ho alcun filtro normativo, etico ed emotivo che medi le mie azioni, diventa tutto più semplice!
Perchè gli esseri umani ,spesso e volentieri, non riescono ad affrontare quei problemi della vita quotidiana che per altri sono di semplice risoluzione? Perchè l’emotività ci blocca, perché il senso di colpa ci paralizza, perché la paura di non essere all’altezza o di deludere l’altro stancano mente e corpo deprivandoci delle appropriate energie vitali e di un’adeguata lucidità.
Tra i tanti episodi della serie che mi hanno condotta a questa riflessione c’è anche quello relativo al processo : Corona, per nulla spaventato nell’affrontare qualcosa che poteva metterlo in seria difficoltà, risponde ai giudici con irriverenza e totale tranquillità, senza chiaramente tradire emozioni o difficoltà nella scelta delle parole da utilizzare e dei ragionamenti più convenienti da fare in quella situazione potenzialmente molto pericolosa per il suo futuro. Di primo acchito si potrebbe pensare che un atteggiamento simile possa essere facilmente e rapidamente redarguito , in realtà le persone che aveva di fronte , prima di esprimere e verbalizzare concetti che lo contrastassero, hanno dovuto sicuramente cercare di mediare tra i vari aspetti psichici e cognitivi che si affollavano nelle loro menti in quegli istanti professionalmente determinanti e complessi e questo rallenta la possibilità di innescare un ragionamento fluido che ,al contrario, ha chi non sente di dover combattere contro gli ostacoli interni ed esterni posti dalla società civile e dalla propria coscienza. Chiaramente, questo modo di funzionare può portare a grandi successi e disastrose rovine perché, se tutto è possibile e tutto si può fare, è chiaro che si possa superare gli altri anni luce ma si può anche franare in abissi senza fine.
Tutto questo fa capo ad una personalità narcisistica e antisociale (le inserisco entrambe per dare un impatto maggiore alla comprensione ma sono due disturbi per alcuni aspetti molto differenti); a tal proposito, quello che mi colpisce di Corona, non è il suo narcisismo patologico di proporzioni inenarrabili, bensì la sua “purezza” nell’esprimerlo. Quello che rende estremamente pericoloso il narcisista tipo è la sua capacità di mimetizzarsi, di adattarsi alla società fingendo sentimenti, emozioni ed un rigore morale in realtà inesistenti. Corona, paradossalmente, potrebbe apparire meno pericoloso degli altri suoi “simili”considerando che non ha alcuna remora nel confessare i suoi peccati, che per soldi e potere si venderebbe madre, moglie, figli e chiunque lo circondi (cosa che tra l’altro ha provato a fare più e più volte), in realtà proprio questo suo rivendicare avversione per regole, affettività, solidarietà e buoni sentimenti lo rende un personaggio estremamente ipnotico perché quello che lui rivela senza fronzoli è qualcosa che è presente in tutti noi. Non intendo dire che si assomigli a lui, che Dio ce ne scampi, ma le zone oscure che abitano tutti noi, trovano in Corona qualcuno che le assolve, qualcuno che, senza troppi fronzoli, ne autorizza l’esistenza. E questo avvicina e affascina. E questo è un grande pericolo. E questo ha rovinato la vita a molte persone che hanno avuto l’infausto destino di incontrarlo lungo il proprio cammino.
Un altro aspetto su cui mi sto soffermando in questi giorni prende spunto da Corona ma riguarda l’atteggiamento dei più nei suoi confronti: quando si parla di Corona, chi vuole proteggere la propria interiorità e quindi distaccarsi strenuamente dalle nefandezze che combina, lo rifiuta, lo schifa e lo insulta. Tutto giustissimo ma bisognerebbe andare un po' oltre e analizzare le cose a 360 gradi. Una cosa che proprio non capisco è come sia possibile avercela tanto con Corona e per nulla con chi gli permette di avere potere, soldi e notorietà; da che ho memoria, Corona è stato sempre sulla cresta dell’onda, l’invitato numero uno nelle varie trasmissioni, anche da quelle che millantano un certo rigore culturale e mi chiedo come questo sia possibile; Corona è uno che , tra le svariate cose rivoltanti che ha fatto e di cui possiamo non ricordarci, ha fatto cose di cui ci ricordiamo tutti molto bene, soprattutto di cui si ricordano certamente i vari conduttori e giornalisti del palinsesto televisivo. Nello specifico mi riferisco al caso di Erba: Corona , all’indomani della strage che ha visto coinvolto persino un bambino di due anni maciullato a sangue freddo, ha pensato bene di cavalcare l’onda di dolore e disperazione inserendo il padre del bambino morto nel suo entourage e coinvolgendolo in serate a base di alcol, sesso e divertimento con l’intento di attirare l’attenzione e fare più soldi possibile.
Ora, non mi soffermerei su Azouz Marzouk, il padre del bambino e marito della donna defunti, perché probabilmente non troverei parole da esprimere che non contengano l’indicibile, ma voglio soffermarmi sullo squallore di chi continua a dare spazio a una persona come Corona: se permetto al personaggio Corona di esistere, in cosa sono diverso da lui?
Alcuni mi rispondono che Corona è peggiore degli altri perché lui fa certe cose, gli altri no. Bene, io credo sia proprio questo il modus operandi che rende questo mondo tanto crudele, spietato e pericoloso; ognuno guarda al proprio e nessuno capisce che cosi facendo nessuno di noi sarà mai al sicuro da nulla. Se una persona fa cose truci io mi devo dissociare, devo denunciare, devo fare in modo che quella persona finisca nel dimenticatoio altrimenti, in termini morali, siamo complici, siamo affini, siamo la stessa cosa. Chi compie azioni deprorevoli non ha inibizioni, paure, ed è spinto da un bisogno concreto di danneggiare l’altro che un’altra persona probabilmente non ha ma la mancanza di empatia accomuna entrambi. Se non capiamo questo sottile ma enorme passaggio continueremo ad essere soli in una notte piena di lupi.
La madre di Corona a un certo punto della serie dice una frase raccapricciante: -“quando Fabrizio è scappato rendendosi latitante per non finire in prigione non ha chiamato neanche me e l’ho trovato strano perché lui sa bene che pur di salvarlo non avrei detto nulla a nessuno su dove si trovasse”-. Questa frase agghiacciante la dice lunga su chi sia Corona e sul perché sia quello che è. Neanche i punti di riferimento più importanti insegnano a prendersi le proprie responsabilità, trasmettono cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, quello che si può e non si può fare e se ci ritroviamo madri che aiutano i figli che si macchiano di crimini, anche i più efferati, a scappare di fronte alle proprie responsabilità, è chiaro che ci ritroveremo un giorno un Costanzo, un Giletti o un Mentana di turno che continueranno a normalizzare azioni che di normale non hanno proprio nulla.
Credo quindi che dovremmo cercare di essere tutti più attenti a queste incongruenze, alle piccole grandi sfumature di ciò a cui assistiamo, abituarci a guardare la luna e non solo il dito che la indica.
Ce la faremo? Spero di sì, se così non dovesse essere attendo pazientemente che un meteorite ci spazzi via tutti lasciando spazio solo ad animali, oceani, mari e tutto ciò che di più bello e puro esiste in questo mondo così sporco e tutto da rifare….




















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